Accordo per il credito 2015: imprese in ripresa

Il 31 marzo 2015 le associazioni d’impresa hanno siglato l’“Accordo per il Credito 2015”, finalizzato a consentire alle piccole e medie imprese di sospendere il pagamento della quota capitale dei finanziamenti a medio-lungo termine e di allungare le scadenze di mutui, leasing e crediti commerciali.

L’Accordo ha recepito le disposizioni del Regolamento UE 2015/227 in relazione alle misure di “forbearance” definite dall’EBA sulle attività deteriorate e, in tal senso, registra le principali differenze rispetto all’Accordo per il Credito 2013.

Ambito di intervento

Fino al 31 dicembre 2017, le PMI che si trovano in temporanee condizioni di tensione finanziaria a causa della congiuntura economica e che al momento della presentazione della domanda sono "in bonis", con riferimento alle operazioni di leasing finanziario in essere, potranno richiedere una sospensione dei finanziamenti della quota capitale implicita nei canoni per 6 o 12 mesi per i leasing (mobiliare o immobiliare). Verrà postergato anche l’esercizio di opzione di riscatto.

Alle PMI non saranno addebitate spese e altri oneri aggiuntivi rispetto a quelli eventualmente sostenuti dall'istituto finanziatore nei confronti di terzi ai fini della realizzazione delle operazioni di sospensione o allungamento, e dei quali lo stesso istituto si impegna a dare adeguata evidenza.


Operazioni di sospensione dei finanziamenti

  • Sono ammissibili alla richiesta di sospensiva del pagamento i canoni (per la parte di quota capitale) delle operazioni di leasing finanziario:

    • che risultino in essere alla data della firma dell’Accordo per il credito 2015;
    • in relazione ai quali non sia stata richiesta la sospensione o l’allungamento nell’arco dei 24 mesi precedenti la data di presentazione della domanda di sospensione, ad eccezione delle facilitazioni della specie concesse ex lege in via generale.
  • Sono ammissibili alla richiesta di sospensiva anche le operazioni di leasing finanziario assistite da contributo pubblico in conto capitale e/o interessi qualora:

    • l’ente che eroga l’agevolazione abbia deliberato l’ammissibilità dell’operazione con riferimento alla specifica norma agevolativa, segnalandolo al Ministero dell’Economia e delle Finanze, che provvederà a pubblicarlo sul proprio sito internet;
    • a seguito dell’operazione di sospensione, il piano originario di erogazione dei contributi pubblici non debba essere modificato.
  • I canoni devono essere in scadenza o già scaduti (non pagati o pagati solo parzialmente) da non più di 90 giorni alla data di presentazione della domanda.
  • Le operazioni di sospensione determinano la traslazione del piano di ammortamento per un periodo analogo e gli interessi sul capitale sospeso sono corrisposti alle scadenze originarie.
  • Le operazioni di sospensione in favore di PMI che non registrano difficoltà nel rimborso del prestito sono realizzate allo stesso tasso d’interesse previsto dal contratto originario e senza la necessità di garanzie aggiuntive.
  • La medesima condizione di cui al punto precedente vale per le imprese che manifestino difficoltà nel rimborso del prestito, a condizione che il leasing finanziario per il quale si chiede la sospensione sia assistito dalla copertura del Fondo di Garanzia per le PMI (o di altra garanzia equivalente), anche nella forma della controgaranzia, ovvero la stessa possa essere acquisita ex novo su tale finanziamento attraverso una nuova delibera.
  • Negli altri casi, la società di leasing potrà valutare una eventuale variazione del tasso d’interesse che non dovrà comunque risultare superiore agli eventuali maggiori oneri patrimoniali derivanti dalla realizzazione dell’operazione di sospensione e comunque non superiore a 75 punti base. Trascorsi 24 mesi, al leasing tornerà ad essere applicato il tasso d’interesse contrattuale originariamente previsto, a condizione che in tale periodo l’impresa sia stata regolare nel rimborso del suo debito presso la società di leasing.
  • Nel caso del leasing verrà coerentemente postergato anche l’esercizio di opzione di riscatto.

Condizioni per la sospensione del leasing

Alle PMI non saranno addebitate spese e altri oneri aggiuntivi rispetto a quelli eventualmente sostenuti dalla società di leasing nei confronti di terzi ai fini della realizzazione delle operazioni di sospensione o allungamento, e dei quali la stessa società di leasing si impegna a dare adeguata evidenza.

Qualora le operazioni di leasing siano assistite da garanzie, l'estensione delle stesse garanzie per il periodo di ammortamento aggiuntivo è condizione necessaria ai fini della realizzazione dell'operazione.

Le società di leasing che abbiano valutato positivamente l’impresa ai fini dell’accesso alla sospensione della quota capitale implicita nel leasing, si impegnano a non ridurre contestualmente gli altri fidi concessi all’impresa qualora questa continui a mantenere prospettive di continuità aziendale.

Come ottenere la sospensione del leasing?

Le richieste possono essere presentate fino al 31 dicembre 2017 utilizzando il fac-simile “Modulo di Domanda” che può essere scaricato a tale scopo, inoltrando la domanda e tutti gli allegati con raccomandata A.R. esclusivamente all’indirizzo indicato sul modulo, oppure via PEC a: sardaleasing@pec.gruppobper.it.

BPER Leasing si impegna a fornire un esito entro 30 giorni lavorativi dalla ricezione della domanda correttamente compilata e firmata e comprensiva di tutti i documenti e le informazioni richieste.

BPER Leasing può chiedere ulteriori ragguagli o documentazione ai recapiti (telefono – mail) indicati dal mittente sul modulo di domanda (si prega di specificare anche il nome dell’eventuale referente aziendale)

L’approvazione della domanda di sospensione o proroga sarà condizionata all’acquisizione delle conferme degli eventuali garanti. In caso di contratti garantiti dai Consorzi Fidi la Sardaleasing contatterà il Consorzio affinché si attivi per le determinazioni del caso.

La sospensione, qualora la richiesta abbia esito positivo, si concretizzerà nell’inserimento di un periodo di prelocazione, con allungamento di pari periodo della durata residua del contratto di leasing, decorrente dall’ultimo canone pagato.

Condizione dei contratti per l'accesso alla sospensione

Per i contratti in regola al momento della domanda, la decorrenza sarà dal primo canone successivo all’accoglimento della domanda. Durante il periodo di sospensione sarà dovuto, nelle medesime scadenze contrattualmente previste, il pagamento degli interessi calcolati sul debito residuo del leasing.

Per i contratti con canoni scaduti e non pagati, la concessione della sospensione sarà subordinata:

  • al pagamento di tutti gli interessi relativi ai canoni medesimi nel caso la sospensione avesse decorrenza retrodatata;
  • al pagamento di tutti i canoni con relativi interessi nel caso la sospensione avesse decorrenza dal mese successivo all’accoglimento della domanda.

La presentazione della domanda di sospensione non esime l’impresa dall’obbligo di pagare regolarmente interessi e rimborsare il capitale secondo i termini contrattuali dei finanziamenti oggetto di domanda.